7 GIUGNO 2015: GIOVANNI GASTEL, ROSSO GASTEL

La mostra fotografica presenta 12 scatti di grande formato del fotografo milanese Giovanni Gastel, artista tra i più conosciuti a livello internazionale, che ritraggono figure femminili caratterizzate dalla presenza, a volte solo accennata, a volte massiccia, della tonalità rossa.
Ed è proprio il rosso, il colore del filo che lega tra di loro queste immagini, che si manifesta sia attraverso le forme eleganti dei vestiti che abbigliano le donne protagoniste delle fotografie, sia attraverso un particolare come le labbra, una collana o un'acconciatura che cattura l'occhio del visitatore, sia mediante un artificio tecnico (come la stampa virata rosso) o ancora tramite un'inquietante nebbia che si allunga sul corpo della modella.

15 febbraio 2015 - Valerio Zanicotti, NEPAL: INCONTRI

Si dice che la prima volta si va in Nepal per le sue montagne, ma la seconda si torna per la sua gente. Albergatori tibetani, negozianti newari, Sadhu orgogliosi, timidi monaci buddhisti...non c'è Nepalese che non accolga i suoi ospiti con un rispettoso e caloroso “Namaste” in segno di saluto.
Per gli osservatori attenti il Nepal può offrire una moltitudine di esperienze: dalle grandi città come Kathmandu e Pokhara, dove i segni della modernità che avanza diventano evidenti, agli stretti vicoli di cittadine incastonate tra le imponenti montagne dell’Himalaya, nelle quali le giornate trascorrono lente accompagnate da riti che si ripetono da centinaia di anni. Fino ad arrivare alle grandi pianure del Terai, nel sud del Paese, abitate dal popolo Tarhu: coltivatori e allevatori che hanno abitato in solitudine questa vasta area del Paese grazie alla loro resistenza alla malaria, e che, da secoli, mantengono il medesimo stile di vita. Proprio in questa regione, a pochi kilometri dal confine indiano, nella tranquilla Lumbini, nacque uno dei personaggi più importanti della storia: Siddharta Gautama, il Buddha storico.

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12 OTTOBRE 2014 - CRISTINA GARZONE, OMO RIVER

Il titolo della mostra subito ci proietta nella realtà di un popolo, della gente che vive la valle dell’Omo, di cui si hanno cenni soltanto dal 1896, ove le tecnologie non esistono, dove frequenti carestie lasciano segni profondi in quelle popolazioni, dove il fiume Omo è molto più di una sola ragione di vita. La mostra è composta di foto dense di significati e simboli, partecipazioni di persone che sono la continuazione di una storia arrivata ai nostri giorni tramite ed attraverso l’alternarsi di vicende temporali avvenute sotto il cielo etiopico. Il lavoro che è svolto intrecciando motivi diversi forma un “unicum” prezioso, facendo dell’Autrice un fotografo-narratore che ha saputo cogliere momenti di suggestione sottile, così il valore che scaturisce dalla fusione coerente di ogni componente è elevato e in piena corrispondenza con le sue soluzioni espressive.

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1 giugno 2014 - Luis Boccuti, Luján 1995-2000

Luján, è una città distante 67 km da Buenos Aires, lì si trova il punto di pellegrinaggio più grande della fede cattolica, “la Basilica de Luján”, la più grande del continente. Ho deciso di realizzare questo saggio in Luján, nel '95 quando ho avvertito, che molte cose che avevo nella mia memoria dagli otto anni, si mantenevano intatte. Nelle bancarelle c'erano ancora le stesse medaglie, le stesse candele, con l’aggiunta dei diversi articoli, arrivati col nuovo mercantilismo globalizzato. La Bibbia e lo scaldabagno, tutto mischiato - come disse Discepolo (un poeta Argentino) - tutto preparato per prendere al pellegrino, molte volte, solo un turista ingenuo, che sogna di portarsi a casa uno di quei "grandi premi", che mai nessuno vince...l'obbiettivo è fatturare.

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