2 OTTOBRE 2016 Erminio Annunzi, ...DI ALBERI, DI ACQUA E DI TERRA... (2)

C'è sempre un che di silenzioso e occulto nelle immagini di Erminio Annunzi, così come è da sempre “sotterraneo” il suo appassionato contributo alla formazione e al dibattito in ambito fotografico. Cercare di raccontare il linguaggio di questo autore non dovrebbe prescindere dal suo infaticabile impegno come artista, ma anche come docente e consulente, nel divulgare e secolarizzare una fotografia di paesaggio che, nel nostro Paese, stenta ad emanciparsi dai dogmi più professati. Nulla contro gli originali che hanno ispirato generazioni di ferventi devoti, anzi! Se da un lato troviamo l'emulazione pedante, dall'altro fioriscono le influenze, fotografiche e non, le suggestioni, a cui giustamente attingere a pieni mani 
 

5 GIUGNO 2016 - Giorgio Bacciocchi, INDIA "GENTE DI CALCUTTA"

E' difficile innamorarsi di un posto simile, per me è accaduto. Calcutta ormai è diventata una metropoli. Sono tornato diverse volte nell'arco di 18 anni ed ogni volta è sempre la stessa sensazione, è come ricevere un pugno nello stomaco.
E’ stata definita la città dei palazzi e degli accattoni, dell'arte e dell'anarchia, chiassosa, caotica, sovrappopolata e spaventosa. La si può amare oppure odiare, ma non esserne indifferenti alle sue ricchezze e alle sue miserie, alla folla, ai colori, ai suoi fermenti politici e all'eredità del passato.
In nessun'altra parte ho trovato un così fenomenale cumulo d'esseri umani, in nessun'altra parte ho visto animali, e veicoli convivere uno dipendente dall'altro, in nessun'altra parte sono impazzito da una tale quantità di rumori e di sporcizia, in nessun'altra parte ho visto uomini lavorare immersi negli acidi con le pelli da conciare, in nessun'altra parte sono stato preso alla gola da tanti odori pestilenziali.

6 MARZO 2016 - Elvira Pavesi, CROMOEMOZIONI

Come un equilibrista sul tetto del mondo, non temo di cadere, mi concentro sul mio andare avanti e intanto mi godo la vista di un incantevole panorama
A. Vanligt

Viene in mente il poeta dei social network quando si pensa a Elvira Pavesi, per quel suo modo di districarsi con fare acrobatico e al contempo elegante tra i mille impegni di lavoro e famiglia e la sua passione per la fotografia, che non si limita unicamente alla produzione di immagini ma si spinge alla presidenza del Circolo Fotografico Cizanum.
Ma è proprio in veste di Fotografa che esce fuori il suo animo acrobatico. Le sue foto non sono mai scontate, proprio come il percorso dell’acrobata che assaggia con la punta dei piedi il vuoto sotto la corda fissata tra i pali dell’ovvio.

4 OTTOBRE 2015 - Barbara Miele, SUONI DI LUCE

Rappresentare uno dei cinque sensi - l’udito – tramite l’armonia della musica e gli strumenti che la generano, utilizzando un altro dei cinque sensi - la vista - attraverso la scrittura con la luce.
Nasce con questo obiettivo il lavoro di Barbara Miele, fotografa amatoriale alla sua prima esperienza espositiva ma con una passione di lunga data per la fotografia. L’idea scaturisce dall’amore altrettanto grande per la musica classica, che le ha ispirato le immagini del progetto SUONI DI LUCE, realizzate presso la Scuola Civica di Liuteria di Milano.
SUONI DI LUCE è un viaggio in bianco e nero nel mondo della musica, che trova negli strumenti ad arco la sua espressione più raffinata. Ecco quindi l’esigenza di dare forma all’impalpabilità dei suoni cristallizzandoli attraverso le immagini degli strumenti che la generano, partendo dal certosino lavoro dei liutai fino ad arrivare ai virtuosi dell’archetto che ne estraggono l’anima.
Due sensi, una sola emozione.