11 GIUGNO 2017 - RENATO ROGNONI MYANMAR

Myanmar (Birmania) - preghiera, mitezza, tenacia

Preghiera, mitezza e tenacia sono la triade perfetta per descrivere il popolo birmano.
“Ming-guh-la-ba” (buongiorno) e subito i volti della gente, coperti di “thanaka”, (una pasta
gialla ricavata dalla corteccia di un albero), si aprono in un timido sorriso.
E’ il Buddismo che permea la vita stessa del popolo e assurge a vero proprio stile di vita
con ritmi lenti, carattere mite e gentilezza.
Ogni birmano è stato o sarà monaco almeno per un breve periodo della propria vita.
Un popolo di grande spiritualità che seguendo gli insegnamenti del Buddha deve rifuggire
dal desiderio, dalla passione dalla cupidigia e dall’invidia. Un popolo che nonostante la estrema povertà copre d’oro le pagode e i suoi buddha.
E’ questo stesso popolo che, in mezzo secolo di feroce dittatura non affievolisce mai la speranza di libertà e democrazia. Si stringe invece attorno alla sua “Lady” – Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace e lotta pacificamente ma tenacemente fino ad ottenere nel
2015 libere elezioni.
Un reportage di persone, sguardi, sentimenti e luoghi che si insinua tra i monaci buddisti e tra la gente comune e li ritrae nelle loro attività quotidiane, nella preghiera e in meditazione.

(leggi comunicato stampa in PDF)

 

2 APRILE 2017 - DIEGO SPERI - INSTANTS DE PARIS

Parigi tra forma e poesia
Noi che tanto l’amiamo, ben conosciamo quanto sia magica quella “scatola di latta” (la fotocamera, come a suo tempo la definì il grande pittore William Turner) che ci permette di navigare nel mare del tempo, dipingendolo di forma e poesia.
Forma e poesia, parole che ben si addicono alle immagini di Diego Speri, che ci trasporta come per incanto nella Parigi romantica degli umanisti francesi (Willy Ronis, Robert Doisneau, Cartier Bresson e molti altri ancora), reinterpretando magistralmente le atmosfere di quegli anni, facendoci compiere un salto nel tempo di quasi mezzo secolo.
Come poesia ci appare quella signora, che indossa un’improbabile pelliccia, perplessa e in attesa, in un angolo della città che non avresti mai pensato potesse ancora esistere. Come poesia quella coppia di innamorati che si baciano, soli, quasi in un set di un film di Jean Renoir con la voce di Edith Piaf a far da sottofondo musicale.
Come forma ci appaiono le architetture futuriste che pervadono lo scenario della metropoli francese, proiettando ombre geometriche e facendo trapelare profili di anonimi passanti e i bambini che giocano tra strutture cilindriche zebrate e i cristalli e le travate di vetro e acciaio che tracciano trame e descrivono contorni che rinnovano il volto della Parigi del nostro tempo
 

5 FEBBRAIO 2017 Silvano Peroni - INSIGHT Visione interna

Tutti abbiamo una questione da risolvere. Dal come incastrare gli impegni personali,
successione degli impegni giornalieri, al come rappresentare in una fotografia o in un
progetto fotografico istantaneo ciò che sentiamo dentro.
Una questione che può spaziare dall’ordinaria quotidianità fino ai massimi sistemi.
Ma ognuno di noi, in questo momento, ha nella mente quella questione che gli preme
risolvere, e che richiama a sé tutte le sue energie psichiche, distraendolo dal resto.
Le fotografie esposte rappresentano appunto questo percorso.
Di come il caos che si crea a livello psicologico diventa ordine.
Quasi tutti i lavori hanno avuto la loro visione in due capitali europee Londra e Berlino ed
ora vengono esposti grazie all’invito del Circolo Fotografico Cizanum di Cesano Boscone.
Tutti i progetti, in originale, sono esclusivamente eseguiti con fotografia istantanea (polaroid), attraverso le tecniche del “ lift-off “e del sistema a mosaico che richiama il passato movimento Dada.
 

4 DICEMBRE 2016 Sergio Magni, IL FOTOGRAFO CHE INSEGNAVA A FOTOGRAFARE (2)

 

Sergio Magni (1932-2015) è stato uno dei personaggi più importanti della scena fotografica milanese e italiana.

Smise di fotografare a 40 anni, rinunciando a una brillante carriera di osservatore attento della realtà, per vestire i panni dell'insegnante che vuole far capire l’essenza del comunicare, del "fare comune". <La fotografia non è "un clic" ma un linguaggio in entrata e in uscita, in dare e in avere>.Nessuno come lui ha girato l’Italia cercando di focalizzare l’attenzione dei fotografi sull’importanza della lettura dell’immagine e di conseguenza su un modo consapevole di osservarla e realizzarla.