15 APRILE 2017, Giorgio Monopoli LIBERI DI ESSERE

Il Cizanum invita Soci, simpatizzanti ed amanti del linguaggio fotografico a visitare la mostra del proprio socio Giorgio Monopoli, che verrà inaugurata il 15 Aprile presso il Centro Culturale-Biblioteca Cascina Grande, Via Togliatti a Rozzano
Liberi di Essere
All’inizio degli anni ottanta, l’OMS ha pubblicato un importante documento che, tra l’altro, disegna l’iter delle fasi che portano alla disabilità ed all’handicap. In questa sede viene affrontato il rapporto tra disabilità ed handicap.
Penso che questa parte del documento si possa riassumere così:
“la persona disabile è semplicemente una persona che non può fare qualcosa (ad esempio non può camminare) e solo in presenza di barriere diventa handicap.”
Questo era ovviamente un argomento molto caro all’indimenticato prof. Boccardi che, nel suo blog personale, il 27/2/2012 ha, tra l’altro, scritto questa frase che voglio proporvi:
“Se l’handicap è il risultato dell’impatto tra disabilità e barriere, in gran parte legate all’organizzazione sociale, si può intervenire sull’uno o sulle altre. La lotta per la prevenzione, l’eliminazione o almeno il contenimento della disabilità è compito della riabilitazione ‘medica’, quella per la prevenzione o l’eliminazione delle barriere è compito della riabilitazione ‘sociale’ .”
Quindi si può affermare che l’eliminazione delle barriere non è auspicabile “solo” per motivi etici o morali, ma è parte integrante del processo riabilitativo.
 

2 APRILE 2017 DIEGO SPERI - INSTANTS DE PARIS

Parigi tra forma e poesia
Noi che tanto l’amiamo, ben conosciamo quanto sia magica quella “scatola di latta” (la fotocamera, come a suo tempo la definì il grande pittore William Turner) che ci permette di navigare nel mare del tempo, dipingendolo di forma e poesia.
Forma e poesia, parole che ben si addicono alle immagini di Diego Speri, che ci trasporta come per incanto nella Parigi romantica degli umanisti francesi (Willy Ronis, Robert Doisneau, Cartier Bresson e molti altri ancora), reinterpretando magistralmente le atmosfere di quegli anni, facendoci compiere un salto nel tempo di quasi mezzo secolo.
Come poesia ci appare quella signora, che indossa un’improbabile pelliccia, perplessa e in attesa, in un angolo della città che non avresti mai pensato potesse ancora esistere. Come poesia quella coppia di innamorati che si baciano, soli, quasi in un set di un film di Jean Renoir con la voce di Edith Piaf a far da sottofondo musicale.
Come forma ci appaiono le architetture futuriste che pervadono lo scenario della metropoli francese, proiettando ombre geometriche e facendo trapelare profili di anonimi passanti e i bambini che giocano tra strutture cilindriche zebrate e i cristalli e le travate di vetro e acciaio che tracciano trame e descrivono contorni che rinnovano il volto della Parigi del nostro tempo