10 Febbraio 2019 GIANNI MAFFI 7458 KM

7458 Km

 Un paese magro e nervoso, bruno e ardente.[…] così definisce l’Italia in una sua poesia lo scrittore, giornalista e fotografo Orio Vergani, e continua: […] E' anche uno dei più sottili paesi del mondo, tanto che, volandoci sopra, a un certo punto sugli Appennini, vedi agevolmente i due mari che lo bagnano […].
Il mare circonda il Belpaese lungo uno sviluppo costiero di ben 7458 km - incluse le isole - su cui si alternano: spiagge, scogliere, golfi, falesie, lagune, promontori, insenature.
Gianni Maffi esplora questi paesaggi tra terra e mare che hanno visto, nel corso dei secoli, l'incontro, la condivisione, lo scambio, così come le incomprensioni, le tensioni, le violenze, tra civiltà e culture diverse.
Ne scaturisce un disordinato e poetico portolano fatto di immagini, nel quale il fotografo milanese, con lo stile che contraddistingue i suoi lavori più recenti, propone le coordinate sentimentali per un viaggio lungo le costiere italiane tra natura, testimonianze del passato e segni profondi del mondo contemporaneo.

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11 NOVEMBRE 2018 VITTORIO SCHENI VITE AI MARGINI

Vite ai margini

Esperienza con gli zingari Xorakanè nel campo dell'Arrivore a Torino.2001-2006, rivisitata oggi.
Nel dicembre 2001 fui contattato dall'Istituto IRES per svolgere un lavoro fotografico con gli zingari Xorakanè a Torino. Il lavoro è stato pubblicato insieme ad un volume di statistica sui nomadi in Piemonte nel 2005. Dopo cinque anni trascorsi con loro da un punto di vista umano e personale, mi sentii arricchito da quegli sguardi da quei giochi e da quella triste allegria che contraddistingue la vita di ogni zingaro. In fotografia si parla di caccia, indagine ed altri termini che indicano la quasi conquista di un oggetto che si usa a proprio piacimento. Per me questo è stato un lavoro svolto" insieme" a Loro che dopo naturale paura si sono prestati a far vedere la vera vita all'interno di un campo nomadi non tanto distante da quelle belle e ordinate case in cui viviamo. Il concetto di dare è meglio che prendere in fotografia non viene quasi mai valorizzato, ho cercato di scattare e successivamente portare la immagini (che dopo aver sviluppato, scelto i negativi, sono state tutte stampate a mano) in modo che potessero avere un piccolo portfolio.
Dopo 15 anni mi ritrovo a cercarli non avendoli mai dimenticati.
Molti di loro sono morti, altri sono diventati adulti e si sono sposati andando ad abitare nelle case popolari,altri ancora si sono trasferiti lasciando perdere le loro tracce, altri sono in carcere.
Con l'aiuto di Vebhia e sua moglie Hanka ho voglia di ritrovarli per rincontrarli e riprenderli adesso.

Glielo devo

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3 GIUGNO 2018 - BRUNO MADEDDU - APPUNTI DI VITA

Appunti di vita

Il titolo della mostra rispecchia il contenuto per la coerenza da sempre dimostrata da un artista fotografo perennemente votato alla qualità della sua comunicazione. Appunti segnati con la matita rossa sul personale e privato libro di viaggio, una comunicazione veloce a punti e linee per velocizzare l’intesa con i fruitori delle proprie immagini, un telegramma capace di raccontare facendo immaginare quanto ha considerato, il nostro Autore, meritevole di entrare nel segreto scrigno del proprio sensore e delle sensazioni provate.
La fotografia da sempre portata avanti da Madeddu mostra un realismo permeato di memorie, squarci di vite fissati sul supporto fotografico, carpiti al divenire del tempo, visioni semplici di scoperte nel quotidiano soffermandosi ora su volti e scene familiari, ora sulla magia di uno sguardo sconosciuto, ora sul dono di un sorriso inatteso oppure di una situazione ambientale insperata e nuova.

Sardo d’origine e sarzanese d’adozione, Bruno Madeddu inizia a scattare prestissimo: prima con una Bencini Comet e poi con la “tanto sospirata” reflex. All’attivo ha oltre 60 mostre fotografiche in varie città italiane, tra cui la partecipazione a “Seravezza Fotografia” 2018, tre collettive internazionali – in Danimarca Romania e Germania – e due progetti distinti esposti all’interno delle Mostre CIRMOF. Va fiero, inoltre, delle fotografie presenti al Museo di Reus in Spagna e di quelle relative alla celebre corsa Millemiglia, oggi esposte al Museo della Fotografia di Brescia. Da non dimenticare, infine, i moltissimi scatti pubblicati in cataloghi, riviste di settore e volumi, fra i quali “Il Pellegrino del 2000” Monografia FIAF e un libro storico dedicato a celebri imprese partigiane in Lunigiana.
La Mostra fa parte delle iniziative proposte dalla manifestazione PhotoFestival 2018.

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8 APRILE 2018 - MARCO URSO - LA MIA WILDLIFE

La mia Wildlife

Marco è un “Wildlife and Travel photographer”, ovvero dedica i propri scatti a
soggetti di reportage di viaggio e di natura. La luce in ripresa e la composizione
come narrazione di una storia sono i cardini della sua fotografia, alla quale
applica solo una minima postproduzione.
Solo negli ultimi tre anni ha ottenuto più di centocinquanta premi e
riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale come quello del National
Geographic, Wildlife Photographer of the Year, Travel Photographer of the
Year, European Wildlife Photographer of the Year, Hasselblad Awards, Nature
Best, Outdoor Photographer of the Year, Campionato Italiano di Fotografia
Naturalistica, Glanzlichter, Big Picture e Biophotocontest.
Le sue foto sono state esposte a Washington, San Francisco, Londra, Colonia,Singapore, San Pietroburgo , Mosca, Dublino, Tokyo e nelle maggiori città e musei d’Italia. Ha visitato e viaggiato in settantaquattro paesi.Scrive e pubblica articoli e servizi sulle riviste Oasis, Natura, Asferico. Image Mag, ed in lingua inglese e tedesca, sul magazine Go Nordic.

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