16 Giugno 2019 JOE OPPEDISANO PORTRAIT

PORTRAIT

 

Joe Oppedisano ha piena consapevolezza che è stato proprio l’avvento della Fotografia tra le arti figurative a contaminare per sempre i linguaggi figurativi, a fonderli tra loro: una ibridazione permanente, ormai. L’evoluzione della forma e le oscillazioni del gusto, la reciprocità delle sperimentazioni formali condurranno in avanscoperta l’esploratore che vorrà avventurarsi nell’incerto viaggio della continuità sperimentale connaturata alla Fotografia.


                                                                                                                             Renzo Margonari

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7 Aprile 2019 ANDREA GASPARRO ANIME PERSE

ANIME PERSE

 

Il progetto nasce alla fine del 2016 con l'esigenza nuova di coniugare il mio modo di osservare la solitudine urbana con la gestione di un colore adatto, secondo il mio punto di vista, allo scopo. Dai lavori quindi in un B/N duro come le Gabbie Cittadine e gli Istanti Diacronici (che mi hanno caratterizzato negli ultimi anni e che sono stati presenti in molte mie Mostre dal 2006 in poi) sono passato alla ricerca e poi all'uso personale del Colore che mi permettesse di trasmettere il mio modo di percepire i luoghi e le situazioni in una visione onirica e fuori dagli standard usuali.

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10 Febbraio 2019 GIANNI MAFFI 7458 KM

7458 Km

 Un paese magro e nervoso, bruno e ardente.[…] così definisce l’Italia in una sua poesia lo scrittore, giornalista e fotografo Orio Vergani, e continua: […] E' anche uno dei più sottili paesi del mondo, tanto che, volandoci sopra, a un certo punto sugli Appennini, vedi agevolmente i due mari che lo bagnano […].
Il mare circonda il Belpaese lungo uno sviluppo costiero di ben 7458 km - incluse le isole - su cui si alternano: spiagge, scogliere, golfi, falesie, lagune, promontori, insenature.
Gianni Maffi esplora questi paesaggi tra terra e mare che hanno visto, nel corso dei secoli, l'incontro, la condivisione, lo scambio, così come le incomprensioni, le tensioni, le violenze, tra civiltà e culture diverse.
Ne scaturisce un disordinato e poetico portolano fatto di immagini, nel quale il fotografo milanese, con lo stile che contraddistingue i suoi lavori più recenti, propone le coordinate sentimentali per un viaggio lungo le costiere italiane tra natura, testimonianze del passato e segni profondi del mondo contemporaneo.

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11 NOVEMBRE 2018 VITTORIO SCHENI VITE AI MARGINI

Vite ai margini

Esperienza con gli zingari Xorakanè nel campo dell'Arrivore a Torino.2001-2006, rivisitata oggi.
Nel dicembre 2001 fui contattato dall'Istituto IRES per svolgere un lavoro fotografico con gli zingari Xorakanè a Torino. Il lavoro è stato pubblicato insieme ad un volume di statistica sui nomadi in Piemonte nel 2005. Dopo cinque anni trascorsi con loro da un punto di vista umano e personale, mi sentii arricchito da quegli sguardi da quei giochi e da quella triste allegria che contraddistingue la vita di ogni zingaro. In fotografia si parla di caccia, indagine ed altri termini che indicano la quasi conquista di un oggetto che si usa a proprio piacimento. Per me questo è stato un lavoro svolto" insieme" a Loro che dopo naturale paura si sono prestati a far vedere la vera vita all'interno di un campo nomadi non tanto distante da quelle belle e ordinate case in cui viviamo. Il concetto di dare è meglio che prendere in fotografia non viene quasi mai valorizzato, ho cercato di scattare e successivamente portare la immagini (che dopo aver sviluppato, scelto i negativi, sono state tutte stampate a mano) in modo che potessero avere un piccolo portfolio.
Dopo 15 anni mi ritrovo a cercarli non avendoli mai dimenticati.
Molti di loro sono morti, altri sono diventati adulti e si sono sposati andando ad abitare nelle case popolari,altri ancora si sono trasferiti lasciando perdere le loro tracce, altri sono in carcere.
Con l'aiuto di Vebhia e sua moglie Hanka ho voglia di ritrovarli per rincontrarli e riprenderli adesso.

Glielo devo

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