2 APRILE 2017 DIEGO SPERI - INSTANTS DE PARIS

Parigi tra forma e poesia
Noi che tanto l’amiamo, ben conosciamo quanto sia magica quella “scatola di latta” (la fotocamera, come a suo tempo la definì il grande pittore William Turner) che ci permette di navigare nel mare del tempo, dipingendolo di forma e poesia.
Forma e poesia, parole che ben si addicono alle immagini di Diego Speri, che ci trasporta come per incanto nella Parigi romantica degli umanisti francesi (Willy Ronis, Robert Doisneau, Cartier Bresson e molti altri ancora), reinterpretando magistralmente le atmosfere di quegli anni, facendoci compiere un salto nel tempo di quasi mezzo secolo.
Come poesia ci appare quella signora, che indossa un’improbabile pelliccia, perplessa e in attesa, in un angolo della città che non avresti mai pensato potesse ancora esistere. Come poesia quella coppia di innamorati che si baciano, soli, quasi in un set di un film di Jean Renoir con la voce di Edith Piaf a far da sottofondo musicale.
Come forma ci appaiono le architetture futuriste che pervadono lo scenario della metropoli francese, proiettando ombre geometriche e facendo trapelare profili di anonimi passanti e i bambini che giocano tra strutture cilindriche zebrate e i cristalli e le travate di vetro e acciaio che tracciano trame e descrivono contorni che rinnovano il volto della Parigi del nostro tempo