5 GIUGNO 2016 - Giorgio Bacciocchi, INDIA "GENTE DI CALCUTTA"

E' difficile innamorarsi di un posto simile, per me è accaduto. Calcutta ormai è diventata una metropoli. Sono tornato diverse volte nell'arco di 18 anni ed ogni volta è sempre la stessa sensazione, è come ricevere un pugno nello stomaco.
E’ stata definita la città dei palazzi e degli accattoni, dell'arte e dell'anarchia, chiassosa, caotica, sovrappopolata e spaventosa. La si può amare oppure odiare, ma non esserne indifferenti alle sue ricchezze e alle sue miserie, alla folla, ai colori, ai suoi fermenti politici e all'eredità del passato.
In nessun'altra parte ho trovato un così fenomenale cumulo d'esseri umani, in nessun'altra parte ho visto animali, e veicoli convivere uno dipendente dall'altro, in nessun'altra parte sono impazzito da una tale quantità di rumori e di sporcizia, in nessun'altra parte ho visto uomini lavorare immersi negli acidi con le pelli da conciare, in nessun'altra parte sono stato preso alla gola da tanti odori pestilenziali.